Giovedì 27 novembre, nella cornice della Casa del Jazz di Roma, è stato presentato l’ultimo lavoro di Adriano Mazzoletti, Il Jazz in Italia. Dagli anni Sessanta al Terzo Millennio. L’incontro ha rappresentato un’occasione di particolare rilievo per appassionati, studiosi e operatori culturali, non solo per la possibilità di ascoltare la testimonianza diretta di chi ha contribuito alla realizzazione di un volume tanto prezioso quanto complesso, ma anche per riflettere sul ruolo del jazz nella storia culturale italiana. La presentazione ha sottolineato la portata di un’opera che, completando la monumentale trilogia di Mazzoletti, offre un archivio unico e una narrazione rigorosa delle vicende musicali e sociali che hanno accompagnato il jazz nel nostro Paese dagli anni del boom economico fino all’era digitale.
Con la pubblicazione di Il Jazz in Italia. Dagli anni Sessanta al Terzo Millennio, Adriano Mazzoletti porta a compimento un progetto editoriale di straordinaria portata: una storia complessiva del jazz italiano che, articolata in più volumi, copre oltre un secolo di vicende musicali. Questo terzo capitolo si concentra sul periodo che va dagli anni Sessanta fino ai primi decenni del XXI secolo, offrendo una ricostruzione minuziosa e documentata che intreccia biografie, festival, istituzioni e media.

Gli anni Sessanta segnano per l’Italia un momento di trasformazione radicale: il boom economico, la nascita di nuove forme di consumo culturale, l’apertura internazionale. In questo scenario, il jazz si afferma come linguaggio capace di dialogare con la modernità, trovando spazio nei club, nei festival e nelle trasmissioni radiofoniche e televisive. Mazzoletti mostra come il jazz italiano non sia più soltanto un’imitazione dei modelli americani, ma diventi progressivamente un fenomeno autonomo, con musicisti capaci di esportare la propria arte all’estero.
La cifra distintiva dell’opera è la rigorosa documentazione: Mazzoletti raccoglie una mole impressionante di dati, nomi, titoli, date, luoghi, che trasformano il volume in un archivio indispensabile per studiosi e appassionati. La curatela di Marcello Piras ha contribuito a sistematizzare il materiale, garantendo coerenza e precisione filologica. Il valore del libro va oltre la dimensione musicale. Mazzoletti interpreta il jazz come specchio della società italiana, capace di riflettere tensioni politiche, trasformazioni sociali e mutamenti tecnologici.
Il Jazz in Italia. Dagli anni Sessanta al Terzo Millennio non è soltanto una cronaca musicale, ma un’opera di memoria e trasmissione culturale. Con questo volume, Adriano Mazzoletti consegna al pubblico e agli studiosi un patrimonio unico, che rende l’Italia uno dei pochi Paesi al mondo a possedere una storia del jazz così completa e sistematica.

La serata si è aperta con l’intervento del direttore Luciano Linzi, che ha introdotto l’incontro contestualizzando l’importanza del volume e della sua presentazione. Accanto a lui era presente Anna Maria Pivato Mazzoletti, moglie dell’autore e figura centrale nell’opera di divulgazione del compianto Adriano Mazzoletti, già direttrice della rivista Blu Jazz. La sua testimonianza ha contribuito a restituire la dimensione personale e culturale del lavoro editoriale. Un momento di particolare intensità è stato offerto dall’attrice Milena Vukotic, che ha letto un’intervista rilasciata da Mazzoletti, rendendo viva la passione e la dedizione che hanno animato lo spirito di questo storico e ricercatore. Il critico musicale e storico del jazz Marcello Piras ha illustrato il processo di revisione e la responsabilità assunta nella correzione di un volume tanto complesso, sottolineando la portata filologica e documentaria dell’opera. L’incontro è stato moderato dal critico e giornalista Luigi Onori, che ha guidato il dibattito con equilibrio e competenza.
A completare il quadro, la presenza del giornalista Marco Molendini, il quale ha ricordato passaggi significativi dell’attività radiofonica di Adriano Mazzoletti, evidenziandone il ruolo pionieristico nella diffusione del jazz in Italia.

La dimensione musicale della serata è stata affidata alle esibizioni di Rosario Giuliani e Rita Marcotulli, che hanno offerto preziose testimonianze artistiche. In chiusura, il contrabbassista Giovanni Tommaso ha concluso la serata insieme al pianista Bruno Biriaco e al batterista Stefano Sabatini, suggellando con la musica il valore culturale e affettivo dell’iniziativa.

