Nel deserto dell’ascolto, i media tradizionali arrancano come relitti del secolo scorso. Oggi ascoltare è un gesto involontario, incastrato tra […]
Il tormentone estivo: ascesa, gloria e declino di un rito musicale italiano
Il tormentone estivo è più di una semplice canzone: è un fenomeno culturale, un rito collettivo che per decenni ha scandito le estati italiane. Si tratta di un brano musicale leggero, orecchiabile, spesso ballabile, che invade radio, spiagge, locali e playlist da giugno a settembre. La sua forza sta nella ripetitività, nella capacità di insinuarsi nella testa e non uscirne più. Non importa il contenuto: basta un ritornello accattivante, un ritmo tropicale, qualche parola in spagnolo e il gioco è fatto. Il tormentone non si ascolta, si subisce. E si canta, anche controvoglia.
Il concetto di tormentone nasce negli anni ’60, quando i jukebox nei lidi balneari e i programmi televisivi iniziano a fare da cassa di risonanza. Nico Fidenco apre le danze con “Legata a un granello di sabbia” (1961), poi arrivano le hit balneari di Edoardo Vianello: “Abbronzatissima”, “Guarda come dondolo”, “I Watussi”, “Il peperone”, “Pinne fucile ed occhiali”. E ancora Gianni Meccia con “Il barattolo”, Rita Pavone con “Datemi un martello”…
I piccioni viaggiatori contro le onde radio
Sconfitti dalle onde radio un secolo fa, i piccioni viaggiatori almeno hanno avuto il buon senso di arrendersi. Oggi, i media tradizionali combattono una guerra persa in partenza contro il digitale, aggrappati a un passato che non trasmette più.
Un anno dopo: il mondo digitale nell’era dell’intelligenza artificiale
Nel giro di dodici mesi, il panorama dell’informazione online è stato stravolto. L’avvento massiccio dell’intelligenza artificiale generativa ha modificato le abitudini degli utenti, le strategie editoriali e le fondamenta economiche del web. Non si tratta di un’evoluzione graduale, ma di una rottura sistemica: il modo in cui accediamo alle informazioni, le cerchiamo e le consumiamo è cambiato. E con esso, il ruolo di Google e dei siti web tradizionali.
Secondo uno studio del Pew Research Center, l’introduzione degli AI Overviews di Google ha causato una caduta del 50% nel traffico verso i siti web. Gli utenti, di fronte a risposte sintetiche generate dall’IA direttamente nella pagina dei risultati, cliccano sempre meno sui link: solo l’8% lo fa, contro il 15% dell’anno precedente. E appena l’1% interagisce con i link citati all’interno delle sintesi.
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