JAZZ 365 – RITRATTI – Jimmy Raney – Il maestro silenzioso della chitarra bebop

James Elbert “Jimmy” Raney nasce il 20 agosto 1927 a Louisville, Kentucky, e muore il 10 maggio 1995, sempre nella sua città natale.

Gli inizi e le collaborazioni fondamentali

Raney avvia la sua carriera professionale già nel 1944 a soli 17 anni con la Jerry Wald Band, seguito dal suo primo ingaggio retribuito nel 1946 con il Max Miller Quartet a Chicago. Nel 1948 approda nell’orchestra di Woody Herman, affermandosi nella scena jazzistica dell’epoca.

Il passaggio da sideman ad interprete distintivo avviene con Artie Shaw, per poi consolidarsi negli anni ’50 in duo artistici: dal 1951 al ’52, e di nuovo tra il 1953 e il ’54, è al fianco di Stan Getz, creando alcuni dei suoi lavori più celebrati. Nel 1953 diventa il chitarrista del trio di Red Norvo, sostituendo Tal Farlow e registrando le sue espressioni più raffinate.

Stile e riconoscimenti

Jimmy Raney ha saputo fondere l’agilità del bebop con una eleganza melodica, sviluppando un fraseggio fluido, pieno di respiro e armonicamente sofisticato. Il suo approccio raffinato lo ha consacrato nel panorama del jazz: fu eletto miglior chitarrista dai critici di Down-Beat per due anni consecutivi (1954 e 1955)

Caduta e rinascita

Nel 1967, a causa di problemi personali – tra cui l’alcolismo – e dell’aggravarsi della malattia di Ménière, che lo rese quasi completamente sordo, Raney lascia New York e si ritira a Louisville. Nonostante tutto, la perdita dell’udito non avrebbe mai spento la sua arte: riprende la carriera negli anni ’70 registrando per etichette come Xanadu, SteepleChase e Criss Cross, spesso insieme al figlio Doug Raney, anche lui talentuoso chitarrista. Il giornale The New York Times lo descrisse come “uno dei più dotati e influenti chitarristi jazz del dopoguerra”

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