Jazz Story – il diario di Tony Monten

Un romanzo in tre tempi, concepito come una sceneggiatura per il cinema

Brooklyn, autunno 1960

Tony Monten, manager siculo-americano dal passato ingombrante, è nascosto in una stanza d’albergo dalle tende pesanti e dai muri impregnati di fumo. Fuori, la città pulsa, ma lui è costretto a rimanere immobile, braccato da Frankie La Boia, suo socio in affari e ora nemico giurato.

Il vecchio Tony, con la cravatta allentata e lo sguardo perso nel vuoto, si ritrova a fare i conti con la propria vita: gli errori, le fughe, le alleanze sbagliate. I fantasmi del passato bussano alla porta, e non c’è più musica che li copra.

La linea della memoria

Il tempo si piega e si confonde, i ricordi di Tony intrecciano presente e passato. L’altare della sua memoria è affollato: amori falliti, notti malandate, sbagli da non da dimenticare. Ma è anche pieno di momenti nitidi, fatti di luce e musica.

l racconto si muove tra flashback e visioni, alternando la Brooklyn dei cantieri navali alla Sicilia delle origini, la New Orleans di inizio 900′ alla Cinquantaduesima strada di Charlie Parker.

La voce di Milly Snow

Nella terza linea temporale, prende parola Milly Snow, ballerina del corpo di ballo delle Rockettes. Con la grazia di chi ha danzato sul filo del pericolo, Milly offre la sua versione dei terribili fatti accaduti nel novembre del 1960. La sua voce si intreccia con le azioni delle amminstrazioni Eisenhower e Kennedy alla vigilia del rovinoso sbarco alla Baia dei porci di Cuba.

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