Da qualche mese, ho sentito l’urgenza di creare una rubrica quotidiana: JAZZ365RITRATTI. Un piccolo spazio digitale dove ogni giorno prende forma il ritratto di un musicista, noto o meno noto, che ha contribuito a costruire l’immenso mosaico del jazz. I motivi che mi hanno spinto a farlo sono molteplici: una curiosità insaziabile, il desiderio di continuare a fare ricerca, la voglia di scoprire figure che conosco poco e, soprattutto, la necessità di celebrare i grandi miti di questa musica.
JAZZ 365 RITRATTI – Alice Coltrane: il suono come via spirituale
Alice McLeod Coltrane (Detroit, 27 agosto 1937 – Los Angeles, 12 gennaio 2007) è stata una delle figure più originali […]
META, LA GABBIA DORATA DELLA CONDIVISIONE DIGITALE
Profili trasformati in pagine, link penalizzati, contenuti usati per l’IA: il nuovo volto di Meta ostacola la libertà di espressione […]
JAZZ 365 RITRATTI – Jimmy Rushing: la voce possente dello swing e del blues
Nato a Oklahoma City il 26 agosto 1903, Jimmy Rushing è stato uno dei cantanti più emblematici della storia del […]
De Laurentiis: “Riportiamo il calcio a casa dei tifosi”
In un sistema televisivo in crisi, il presidente del Napoli lancia una proposta radicale: Serie A a 16 squadre e […]
Il Calcio su DAZN: Quando il Pallone Perde la Voce
C’era una volta il calcio raccontato. Quello che viveva prima e dopo i novanta minuti, tra le parole forbite di Gianni Brera e le battute fulminanti di Raimondo Vianello. Oggi, su DAZN Italia, il calcio sembra ridotto a un flusso video: funzionale, sintetico, ma freddo. Prima del fischio d’inizio, nessun dibattito, nessuna intervista, nessun volto. Solo un cartello statico e un countdown silenzioso. Il calcio, così, non si racconta: si trasmette.
Il Format dell’Assenza
DAZN ha rivoluzionato la fruizione sportiva, ma ha sacrificato il racconto. Il pre-partita è un vuoto narrativo, un limbo digitale che non prepara, non coinvolge, non emoziona. Il calcio diventa un contenuto da consumo solitario, privo di quel rituale collettivo che lo ha reso cultura popolare.
JAZZ 365 RITRATTI – Buster Smith
Negli anni ’30 si trasferì a Kansas City, capitale di un jazz notturno e vibrante. Qui entrò in contatto con figure come Count Basie, Lester Young e Hot Lips Page. Contribuì in modo sostanziale allo sviluppo del Kansas City sound, fatto di riff trascinanti, improvvisazioni collettive e grande energia ritmica.
Fu anche arrangiatore e direttore musicale in orchestre locali, affinando le sue capacità non solo come strumentista, ma anche come organizzatore sonoro.
Il legame con Charlie Parker
Il momento cruciale della sua carriera è però l’incontro con un giovanissimo Charlie Parker. A Kansas City, Parker cercava un maestro, qualcuno che potesse aiutarlo a sviluppare il suo linguaggio musicale. Buster Smith gli insegnò la disciplina, il senso della costruzione e la potenza del fraseggio. Non a caso, Parker stesso riconobbe in Smith uno dei suoi primi e più importanti maestri.
JAZZ 365 RITRATTI – Bobby Watson – Lirismo e identità nel jazz contemporaneo
Bobby Watson, nato il 23 agosto 1953 a Lawrence, Kansas, è uno dei sassofonisti più significativi della scena jazz moderna. […]
Calcio, ma quanto mi costi?
Il prezzo della passione: quanto spende oggi un tifoso per seguire la propria squadra in TV Una volta bastava un […]
JAZZ 365 RITRATTI – Lex Humphries – Il batterista che trovò casa nell’universo di Sun Ra
Lex Humphries (1936–1994) è una di quelle figure che non sempre occupano i riflettori della storia del jazz, ma che […]