Il 14 agosto 1909, a Portsmouth, Ohio, nasceva Hezekiah Leroy Gordon “Stuff” Smith, destinato a diventare uno dei più grandi violinisti della storia del jazz. In un’epoca in cui il violino non era lo strumento protagonista delle formazioni swing, Smith seppe farlo cantare con un’energia e una modernità che ancora oggi sorprendono.
Dal click al collasso: Kodak e il paradosso dell’era digitale
Per decenni, Kodak fu sinonimo di innovazione. Le sue pellicole Kodachrome, celebri per la fedeltà dei colori, e le fotocamere Brownie, accessibili a tutti, accompagnarono generazioni di fotografi, amatori e professionisti. L’azienda dominava il mercato globale, e nel 1975 fu persino la prima a inventare la fotocamera digitale. Ma quella scoperta, invece di essere il trampolino verso una nuova era, fu chiusa in un cassetto. Perché? Per paura. Paura che il digitale uccidesse il mercato analogico, che aveva reso Kodak grande.
E così, mentre il mondo correva verso il futuro, Kodak restava ferma. Negli anni 2000, la fotografia digitale esplose. I cellulari iniziarono a scattare foto, le immagini diventavano istantanee, condivisibili, infinite. E Kodak, che avrebbe potuto guidare quella rivoluzione, si ritrovò a inseguire.
JAZZ 365 RITRATTI – George Shearing: Il gentiluomo che regalò al mondo Lullaby of Birdland
Era il 13 agosto 1919 quando a Londra, in un quartiere operaio, nacque George Shearing. Non vedente dalla nascita, a […]
Le città sonore – Napoli, la città cantante – Un documentario di Lino Volpe
Un viaggio nella storia musicale partenopea, ora su Amazon Prime Video
Scritto e diretto da Lino Volpe, con la consulenza musicale di Franco Ponzo e le musiche originali di Pino Tafuto, il film intreccia immagini, suoni e testimonianze per restituire un ritratto unico di una delle capitali musicali più importanti al mondo.
Realizzato con la produzione CulturExpress e Cultura Viva, e la produzione esecutiva di Silvana Orsi, il documentario si propone come una vera e propria “guida artistica” alla scoperta della bellezza napoletana da vedere e ascoltare.
JAZZ 365 RITRATTI Earl Coleman – Un crooner nel regno del bebop
Il 12 agosto 1925, a Port Huron, nel Michigan, nasce Earl Coleman. La sua infanzia è immersa nei suoni del […]
JAZZ 365 RITRATTI – Russell Procope: il “gentiluomo” dell’orchestra di Ellington
Russell Procope (11 agosto 1908 – 21 gennaio 1981) è stato uno dei grandi “signori” del jazz americano, riconosciuto non […]
JAZZ 365 RITRATTI – Claude Thornhill – L’architetto dell’“orchestral jazz”
Nato il 10 agosto 1909 a Terre Haute, nell’Indiana, Claude Thornhill è stato uno dei più raffinati e innovativi direttori […]
Buon compleanno a Danilo Rea!
Nel panorama del jazz italiano, pochi nomi risuonano con la stessa intensità e raffinatezza di Danilo Rea. Nato il 9 […]
La forza e la trasformazione delle parole. Buona Movida – PODCAST
Il video discute ampiamente l’impatto trasformativo della tecnologia, in particolare dell’intelligenza artificiale, sulla società e sulle abitudini umane nel 2024. […]
Radio in Italia, un mezzo che resiste ma che cambia pelle
In Europa, ormai da anni, si ripete un mantra: la radio non parla più ai giovani. Le statistiche lo confermano in molti Paesi, con un calo netto dell’ascolto nella fascia tra i quindici e i ventiquattro anni, attratta da streaming, podcast e social network.
In Italia la situazione è più complessa e sfumata. La radio non è morta, ma sta vivendo una trasformazione profonda, che riguarda tanto le abitudini d’ascolto quanto gli strumenti con cui raggiunge il suo pubblico
Fino a poco tempo fa era un mezzo che entrava nelle case, negli uffici e nelle automobili attraverso un apparecchio FM, fisso o portatile, e scandiva i momenti della giornata con notiziari, musica, rubriche, appuntamenti fissi. Oggi quello stesso flusso sonoro viaggia su più canali: la frequenza modulata resta importante, ma convive con il DAB+, con le app per smartphone, con gli smart speaker, con le piattaforme di streaming e con il podcast on-demand.